Un importante uomo politico sta visitando una scuola elementare.
Una delle classi è nel bel mezzo di una discussione legata alle parole ed al loro significato.
L’insegnante chiede al politico se desidera portare avanti la piegazione sulla parola “tragedia”.
Così l’illustre politico chiede alla classe un esempio di “tragedia”.
Un bambino si alza e propone:
“Se il mio migliore amico, che vive in una fattoria, sta giocando nel campo di granturco e un trattore gli passa sopra e lo uccide, quella sarebbe una tragedia”.
“No” dice il politico “quello sarebbe un INCIDENTE”.
Una bambina alza la mano:
“Se uno scuolabus con dentro 50 bambini finisce in una scarpata, e
tutti quelli dentro muoiono, quella sarebbe una tragedia”.
“Temo di no” spiega il politico “quella la chiameremmo una GRANDE PERDITA”.
La classe resta in silenzio.
Nessun bambino alza la mano.
Il politico si guarda in giro:
“Non c’è nessuno che riesce a darmi un esempio di tragedia?”
Alla fine un bambino in fondo all’aula si fa avanti.
Con una vocina bassa bassa dice:
“Se un aereo di Stato, mentre trasporta un importante uomo politico, venisse colpito da un missile di ‘fuoco amico’ e ridotto a pezzetti, quella sarebbe una tragedia”.
“Fantastico” esclama il politico. “E’ giusto. E mi puoi dire perché sarebbe una tragedia?”
“Beh” dice il bambino” deve essere per forza una tragedia, perchè di sicuro non sarebbe una grande perdita e, probabilmente, non sarebbe nemmeno un incidente!”
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